Apprendo sconcertato la notizia della scomparsa di Rino Barattini. Oggi questo blog è in lutto. Pubblico di seguito il comunicato dell'Ufficio Stampa di Simone Caffaz.
CARRARA — Affetto da un male incurabile, oggi è scomparso Rino Barattini. Aveva 63 anni, lascia la moglie Andreina e il figlio Francesco. Per decenni è stato un camionista, in pensione dal 2002. Amava lo sport, soprattutto al ciclismo, che praticava fino a qualche anno fa, e la politica, in cui credeva fermamente.
In Forza Italia fin dal ’93, è stato uno dei primi presidenti di club, attualmente lo era di ‘Alternativa Azzurra’. Negli ultimi anni aveva ricoperto incarichi importanti all’interno del partito: è stato vicecoordinatore comunale e vicepresidente del Collegio 20 Carrara-Lunigiana, e tuttora era membro del comitato provinciale di FI. Avrebbe dovuto assumere anche la carica di presidente del comitato elettorale di Simone Caffaz. Attività intense, a cui Barattini si dedicava con grande passione, incurante del male che lo stava consumando.
I funerali si terranno domani alle 15, alla chiesa della parrocchia Maria SS. Mediatrice di Avenza. A portare l’ultimo saluto a Rino Barattini ci saranno anche il senatore Massimo Baldini e il professor Giuseppe Benelli.
Andrea Lazzari: Sono profondamente commosso per la scomparsa di Rino. Due domeniche fa, alla sala Amendola, mi aiutava ad attaccare le bandiere di Carrara Libera. Consapevole della sua grave malattia ha voluto profondere un importantissimo impegno fino all'ultima sua ora. Rino, un giorno ci ritroveremo...lontani da tante meschinità terrene..e faremo un bilancio dei nostri impegni. Pensaci tanto da lassù...noi qua ti prenderemo per esempio.
Taradash: Noi in piazza Farnese con Giuliani, Sarkozy e la Merkel
Noi Riformatori Liberali abbiamo aderito, soli soletti in tutto il centrodestra, alla manifestazione di sabato 10 marzo a sostegno dei diritti delle coppie omosessuali. Ha senso una presenza di esponenti del centrodestra nella manifestazione per il riconoscimento delle unioni civili fra omosessuali? Oppure è soltanto un rigurgito di libertarismo fuori stagione, una resa acquiescente al luogocomunismo buonista, la messa all’incasso di una cambiale a vuoto?
Guardiamoci intorno. Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York, ora tra i favoriti per la nomination repubblicana alle elezioni del 2008, non soltanto ha partecipato senza problemi (a differenza del siindaco di Roma Veltroni) alle ‘gay parade’ della sua città, ma nel periodo burrascoso del suo divorzio (la fatidica estate del 2001) è andato ad abitare da una coppia di amici gay repubblicani, suscitando qualche sconcerto e qualche sospetto fra i suoi elettori. Giuliani se ne è bellamente disinteressato e ora, in piena campagna elettorale, conferma di essere favorevole al riconoscimento delle unioni civili per le coppie omosessuali, attirandosi attacchi da altri candidati, come di recente il governatore del Massachussetts Mitt Romney.
Andiamo in Francia. In una lettera inviata nel giugno 2006 al filosofo Luc Ferry, il ministro dell’Interno Nicholas Sarkozy chiedeva una riflessione sui temi della famiglia, del matrimonio e delle adozioni omosessuali, scrivendo fra l’altro: “Se i Pacs hanno costituito un progresso per il loro tempo, oggi non sembrano più corrispondere alle aspirazioni di una parte dei nostri concittadini che desiderebbero vedere attenuarsi o addirittura sparire le differenze che perdurano fra le coppie eterossessuali e quelle omosessuali”. Oggi il candidato liberale della Destra alle prossime presidenziali si dichiara favorevole a una nuova legge sulle unioni gay che vada oltre la tutela dei diritti sociali prevista dagli attuali pacs francesi.
Germania: il primo ministro Angela Merkel è da sempre favorevole alle unioni civili e il segretario generale del suo partito, la Cdu, Ronald Pofalla disse alla vigilia dell’ultimo congresso del partito: “Non vogliamo equiparare le coppie omosessuali, né riconoscere loro il diritto d’adozione ma non dimentichiamo che siamo il partito della tolleranza: dobbiamo rifiutare ogni discriminazione”.
Insomma, se la questione del matrimonio e delle adozioni resta estranea ai programmi della generalità dei partiti liberali e conservatori, le unioni civili omosessuali fanno invece parte del bagaglio culturale e politico dei loro leader più autorevoli e il movimento gay ha pieno diritto di cittadinanza all’interno dei partiti del centrodestra. L’eccezione italiana non siamo dunque noi Riformatori Liberali, ma chi, all’interno della Casa delle libertà, si abbarbica in nome della tradizione a una discriminazione illiberale e immotivata.
La nuova legge sui "diritti dei conviventi" (DICO) partorita dopo lungo travaglio dal governo di centro-sinistra ci pare - per lo meno nella sua attuale formulazione - da rigettare. La nostra critica ai DICO non si riferisce tanto al fatto che - come sostengono in molti nella CDL - questi minerebbero la "famiglia tradizionale". Quest’ultima, in realtà, è una forma di organizzazione che preesiste alle leggi dello stato italiano e la cui preservazione nel tempo dipenderà dalla forza culturale dei valori su cui essa si fonda e non certo dalle leggi e dalle politiche della famiglia. Siamo più preoccupati invece del fatto che i DICO rappresentino da un lato una statalizzazione dei rapporti privati, dall'altro un'ennesima sovrastruttura assistenziale che peserà sulla nostra società. Da un punto di vista liberale i diritti devono discendere dall'individuo e non da entità superiori che lo trascendano. Non ci convince pertanto che dall'unione consensuale di due individui scaturiscano diritti diversi ed ulteriori rispetto ai diritti dei singoli individui che danno origine all'unione. E' sbagliato ed illiberale pertanto che la nascita di una convivenza dia origine per le persone coinvolte ad una serie di tutele (dal permesso di soggiorno, alla pensioni di reversibilità, alla priorità nei trasferimenti) i cui costi sociali riposeranno sulle spalle degli altri individui, in primo luogo dei singles. Ma un aspetto della legge che ci pare per ora nebuloso e per certi versi inquietante è quello che i DICO non sarebbero un contratto, ma discenderebbero automaticamente - persino in modo retroattivo - dal fatto della convivenza così come risultante da evidenze anagrafiche già previste "senza secondi fini" da una legge del 1989. Non è chiaro al momento se sarà necessario un consenso esplicito dei conviventi per l'accesso ai DICO o se comunque vi sia qualche modo per i conviventi di sottrarsi alle nuove conseguenze giuridiche della nuova legge. Il rischio è che da un momento all'altro tantissime persone si trovino praticamente "sposate per decreto", soggette così ad esempio agli obblighi alimentari od all'obbligo di decretare il convivente erede. La valenza di questa interpretazione della legge sarebbe devastante e si configurerebbe un'intrusione gravissima nella vita privata delle persone. La nuova legge - che qualcuno a sinistra magari spaccerà come l'ennesima "liberalizzazione" - ci sembra nei fatti statalista ispirata ad una visione "sindacalista" (forse "marxista") dei rapporti privati. L'idea generale è che in assenza di regolamentazioni, all'interno dei rapporti privati si generino iniquità e sfruttamento. Ecco allora che serve lo Stato per "tutelare" il convivente più debole... Non ci sfugge che, allo stato attuale, il matrimonio previsto dal nostro ordinamento crea uno squilibrio a sfavore degli omosessuali ed a questo squilibrio può essere posto rimedio varando la possibilità per gli omosessuali di accedere ad un contratto volontario quale ad esempio il cosiddetto PACS. Al di là di questa azione necessaria, riteniamo che la strategia liberale futura sul tema della famiglia (tradizionale e non) non possa che passare da un arretramento delle leggi e delle regolamentazioni e da un avanzamento invece del diritto privato e della libertà contrattuale.
di Marco Faraci
Articolo tratto da www.riformatoriliberalipisa.it.
Silvio chiama e i Giovani rispondono. Questo in sintesi il nostro commento sulla convention in quel di Ostia tenuta dal movimento Forza Italia Giovani. Al di là dei riferimenti sull'attuale situazione politica, il Nostro Presidente ha dichiarato nuovamente le sue intenzioni di rinnovare i quadri del partito puntando tutto sui giovani. "Qui - ha dichiarato Berlusconi - confido che ci sia la futura classe dirigente del Paese, il leader futuro di Forza Italia. Sono felice di consegnare a voi il testimone delle mie battaglie per la liberta'".
Riccardo Bruschi, candidato al consiglio comunale di Carrara per Forza Italia, presente con la delegazione toscana ad Ostia, al ritorno a Carrara, ci ha rilasciato questa dichiarazione " E' stato tutto molto bello: il palazzetto era pieno, in prima fila c'erano tutti i rappresentati dei giovani. Quello che più mi ha colpito è stato il palpitante entusiasmo di fare qualcosa d'importante a partire dalle prossime amministrative".