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Utente: enricobalderi
Mi chiamo Enrico Balderi, sono consigliere di circoscrizione a Carrara per il PdL; ho fatto parte della commissione comunicazione di Forza Italia. Ex coordinatore comunale di Giovani per la Libertà, attualmente faccio parte del direttivo comunale e provinciale del gruppo giovanile. Questo blog raccoglie idee, spunti e progetti degli azzurri di Carrara.
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sabato, 30 giugno 2007

Borghetti è il nuovo coordinatore

L

 

Vita_introduce2

 

Corsi_losfidante

 

Confronto

Borghetti è il nuovo coordinatore di Forza Italia

Solo il 40,82% dei soci si è recato alle urne

 

Il Congresso comunale di Carrara di Forza Italia finisce come già tutti sapevano: Borghetti, unico candidato, è il nuovo coordinatore e i primi 6 dei membri della sua lista vengono eletti nel comitato. L’unica esclusa è Maria Genovesi.

Il dibattito congressuale si è svolto abbastanza serenamente, nonostante l’evidente tensione circa l’affaire Francesco Corsi. Dopo qualche scaramuccia verbale la questione sembra essersi risolta lì. Al termine del dibattito Corsi ha affermato di aver salvato il movimento portando maggior partecipazione con la sua iniziativa.

 

“Mi riconosco – ha affermato Enrico Balderi coordinatore comunale dei Giovani di Carrara – nelle richieste avanzate da Corsi perché etiche, democratiche, liberali, ma non mi posso riconoscere nelle metodologia utilizzata e nella pretese avanzate. Prima ci si dedica quotidianamente alla politica, si sta tutti i giorni con gli altri, si condividono obiettivi e progetti e poi si critica. E’ facile passare come una meteora, parlare di manifestazioni e poi sparire, per poi affermare che nessuno aiutata gli altri o che si vive di personalismi. Il tanto contestato “spazio” c’è sempre stato con l’Era Borghetti…a fine 2005 Angelo mi incontrò, per caso, con Simone e, dopo una breve discussione, sapendo, già di alcuni miei trascorsi politici, del mio impegno con Lo Svegliarono,  mi chiese di aiutare il partito…da lì in poi, lavorando molto, non ho mai trovato porte chiuse, al contrario di quanto alcuni dicono. Che poi ci siano dei problemi di comunicazione, economici o organizzativi questa è un’altra storia.

Il congresso è una grande risorsa perché  mettere nero su bianco l’intesa nata tra noi in campagna elettorale. In più permette di codificare tutte quelle posizioni organizzative che costituiranno, per molti, uno stimolo in più per andare avanti. A volte, anche poter fregiarsi di una piccola carica di partito, fa sentire alcuni gratificati per quello che hanno fatto, e  maggiormente motivati ad andare ancora avanti. Una lancia in favore di Angelo va spezzata, si è definito Borghetti un “monarca illuminato”, ma anche se “illuminato” alla fine era sempre lasciato solo.

L’unica cosa su cui dissento è il sistema del voto ponderato e il concetto del Grande Elettorale, fin dall’antichità una testa era un voto, se siamo in un partito liberale queste anomalie non ci devono essere, perché proprio anti-liberali e antidemocratiche. Per questa ragione annullerò tutte le schede in più concessemi dal regolamento”.        

    

Alle votazioni hanno partecipato il 40,82% degli aventi diritto (69 su 169). Di questi 9 erano Grandi Elettori, scesi da 14 a 13 per un errore (Guiscardo Vannucci non risultava più iscritto). In definitiva i Grandi Elettori hanno espresso 45 voti aggiuntivi (5 in più a testa).

Su 114 voti validi Borghetti ha raccolto 112 voti, 2 schede erano nulle (tre mie schede sono state riconosciute valide dal Presidente di seggio perché segnate con una grossa croce che non invalidava il voto).

Per quanto riguarda i Delegati Provinciali, all’ultimo è stato aggiunto Mario Martinelli che ha presentato la candidatura a Delegato Provinciale direttamente al Coordinatore provinciale Silvio Vita e per questo motivo non era stato inizialmente inserito nella lista.

Per i Delegati hanno votato 69 soci dei quali 9 erano Grandi Elettori.

Le schede valide erano 106, quelle nulle 8 (cinque con una grossa croce, tre, invece, riportavano un numero eccessivo di preferenze)

Sono stati tutti eletti tutti i candidati tranne Massimo Arrighi  per il quale è stato impossibile dimostrare se era regolarmente iscritto.

Il coordinamento di Forza Italia Giovani

  

 

postato da: enricobalderi alle ore 20:01 | link | commenti (5)
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venerdì, 29 giugno 2007

Spari contro la casa di Benedetti

spari

 

 

 

'Spari davanti a casa', capogruppo An denuncia intimidazione
E' successo a Marina di Massa
(ANSA) - MASSA (MASSA CARRARA), 29 GIU -Il capogruppo di An in consiglio comunale a Massa,Stefano Benedetti,dice di essere stato oggetto di un atto di intimidazione. Le minacce sembrano essere collegate con le sue battaglie contro l'immigrazione clandestina ed il degrado delle periferie. Stando a quanto riferisce il consigliere, davanti alla sua abitazione a Marina di Massa sarebbero stati sparati alcuni colpi. Benedetti presentera' una denuncia.
postato da: enricobalderi alle ore 16:08 | link | commenti
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Fondazione magna Charta "la forma partito va al centro del dibattito politico di FI"

Forza Italia, modello di modernità

 

 

Il convegno della Fondazione Magna Charta e del coordinamento toscano: al centro del dibattito la forma partito. Bondi: Ingenuo politicamente chi pensa alla nostra eredità”. Verdini: struttura capillare intorno al leader

E' stata la forma-partito il fulcro intorno al quale ha ruotato il convegno organizzato dalla Fondazione Magna Charta e dal Coordinamento toscano di Forza Italia il 15 e il 16 dicembre scorso a Firenze. Una due giorni che ha visto la presenza nel centralissimo Hotel Baglioni, di tutti i vertici del partito azzurro, dal coordinatore nazionale Sandro Bondi al vice Fabrizio Cicchitto, al leader toscano Denis Verdini. Per il presidente di Magna Charta, il senatore di FI Gaetano Quagliariello, "la manifestazione nazionale del 2 dicembre a Roma ha dimostrato che il partito c'è ed è radicato", mentre Verdini ha sottolineato che "Berlusconi è l'unico leader carismatico in grado di parlare direttamente agli elettori".
 In tema di legge elettorale - argomento "caldissimo" in questi stessi giorni - Bondi aveva rivolto un appello a maggioranza e opposizione: "Facciamo riforme condivise . E' interesse di tutti".
Ma non solo. In seconda giornata, il convegno si è incentrato sulle idee in campo per la predisposizione del nuovo statuto. "Il centro siamo noi - ha ribadito Bondi - Chi pensa di raccogliere l'eredità politica di FI è un ingenuo e un illuso". Gli fa eco Cicchitto: "Restiamo un partito presidenzialista - prosegue il vicecoordinatore nazionale - che deve accrescere la democrazia interna e il radicamento sul territorio".
Verdini aveva già tradotto la proposta con "la necessità di creare coordinatori in tutti i comuni italiani, per potenziare la struttura organizzativa a sostegno del carisma del nostro leader Berlusconi". Duri gli attacchi al governo. "Il voto al Senato è stato un golpe bianco", ha affermato il senatore fiorentino di Fi Paolo Amato mentre il vicepresidente del partito ed ex ministro Giulio Tremonti ha parlato senza mezzi termini di "Finanziaria demente".

FI, avanguardia di un nuovo modello politico. L'analisi di Quagliariello
"Il nostro partito - ha detto il presidente di Magna Charta - interpreta al meglio l'eredità del Novecento. Una forza liberal popolare dotata di una propria cultura politica di riferimento ben radicata. Quagliariello si è soffermato sul passato ("noi vaniamo da lontano") e sul futuro con "la sfida della durata che deve essere vinta gestendo il passaggio dalla stagione del fondatore a quella dei suoi successori". Una cornice, insomma, nella quale inserire un partito che getterà le basi per un balzo in avanti sul fronte organizzativo ma partendo sempre dalla definizione più concreta della propria identità. "Ormai si deve avere il coraggio di affermare - ha detto Quagliariello – che le accuse rituali rivolte a Forza Italia di essere il partito che non c’è o di plastica, di essere un’aggregazione momentanea determinata da una leadership eccezionale, rappresentano tutte la trasposizione di sensazioni e pregiudizi che non trovano conferma empirica in più approfondite analisi sul campo”.  «Il modello di partito che incarniamo e vorremmo rinnovare nella continuità, viene da moltopiù lontano dei dodici anni che rappresentano il periodo di vita di Forza Italia». Tra i riferimentiideali, cisono i partiti carismatici di marca anglosassone e Max Weber, ha ribadito Quagliariello.

Bondi, necessarie riforme condivise
Da una parte il confronto aperto sulle riforme in Parlamento tra le due coalizioni, dall’altro la spinta parallela al processo unificante che dovrebbe condurre al Partito democratico e al Partito delle libertà. Sono i due assi intorno ai quali è ruotata la tavola rotonda conclusiva del convegno su “Partito carismatico e istituzioni”. A confronto per il  centrodestra Sandro Bondi (Forza Italia), Roberto Maroni (Lega) e Riccardo Migliori (Alleanza nazionale), per il centrosinistra Luciano Violante (Ds) e Gianclaudio Bressa (Margherita). Per il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi, la necessità imprescindibile del nostro sistema politico è «costituire raggruppamenti più omogenei,
anche se noi siamo più avanti perché nella nostra coalizione abbiamo sì problemi, ma nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dell’Unione. Basta vedere lo spettacolo offerto da un governo che è condizionato dalla sinistra radicale e non è in grado di guidare il Paese». Ma la soluzione a certe difficoltà non puòessere solo interna ai singoli schieramenti, spiega Bondi: «Le risposte ai nostri problemi, che riguardano anche il sistema nel suo complesso, possono nascere solo dal dialogo tra maggioranza e opposizione. E questo riguarda gli assetti politici ma anche le conseguenze
istituzionali».

“Forza Italia è il centro”
«Il centro siamo noi, nessuno si sogni di raccogliere l’eredità di Forza Italia». Lo dice Sandro Bondi, coordinatore nazionale azzurro. Come sarà domani Forza Italia? E come si potrà collocare in futuro, provando a prescindere per unmomento dalla, pure indiscussa, leadership di Berlusconi? Sono le domande alle quali si è provato a rispondere. E che lo stesso Silvio Berlusconi, nel messaggio di cui ha dato lettura Denis Verdini, inquadra come un percorso già tracciato: «Forza Italia - ha scritto l’ex premier - deve trovare le ragioni per riaffermare il suo ruolo di guida verso nuovi obiettivi:
primo tra tutti la nascita di un partito che riunisca tutto il popolo della libertà... La nascita di un grande partito unico del centrodestra dovrà inserirsi nel solco dei valori del cristianesimo, del liberalismo, del socialismo democratico, della laicità». Un futuro comune per le forze del centrodestra che riparte dal rinnovamento di Forza Italia e dal suo rilancio, nell’ottica del processo di unificazione con gli alleati: «Il nostro processo di aggregazione è legato a quello che avviene nel centrosinistra e dobbiamo compierlo perché la prima sfida è salvaguardare il bipolarismo e il sistema dell’alternanza.
Non c’è spazio per il centro, siamo noi il centro moderato». E sul primo passo relativo al consolidamento di Forza Italia: «Dobbiamo fare un partito che abbia un senso preciso del proprio futuro. Partendo dal presente: forse Udc o Ds hanno una classe dirigente all’altezza di quella che ha parlato oggi? Continueremo tutti amantenere un rapporto di identificazione con Berlusconi, ma ora è il momento di rafforzare il sentimento di solidarietà e appartenenza fra di noi, senza i quali il partito non può vivere». Per questo, osserva il coordinatore nazionale azzurro, «la chiave di volta è la direzione politica del partito, perché è anche nell’interesse di Berlusconi che la classe dirigente si riunisca, discuta e poi si assuma le proprie responsabilità. Questo lo faremo, quasi religiosamente, nel solco e in sintonia con gli ideali di Berlusconi». Una nuova fase che parte da un presupposto emerso con nettezza dalla due giorni fiorentina. «C’è una convergenza sempre più larga – ha detto Bondi - sul fatto che la rappresentazione di Forza Italia come partito di plastica sia un pregiudizio rituale che non trova conferma empirica. La rivoluzione liberale messa in atto da Berlusconi è stata solo frenata ma non sconfitta, acquista anzi sempre più valore a fronte del fallimento culturale della sinistra».

Verdini: “Necessario supportare il carisma del leader”
L’analisi propedeutica alla nuova Forza Italia ècontenuta nel dossier elaborato su incarico del Coordinamento nazionale del partito. Lavoro al quale Denis Verdini, responsabile della segreteria politica del coordinatore nazionale e leader degli azzurri in Toscana, ha dedicato mesidi studio eapprofondimento. Un’articolata ricognizione sullo status quo e le cose da fare che illustra davanti allo stato maggiore del partito riunito a Firenze. Lavoro che costituirà la base del ragionamento sulla revisione dello Statuto di Fi già calendarizzata per gennaio. Analisi che non prescinde da un punto fermo: “Forza Italia è un partito moderno, con una leadership carismatica come quella di Berlusconi che ha innovato fortemente la politica italiana stravolgendo i vecchi schemi. Siamo un partito strutturato, che c’è, radicato sul territorio, capace di parlare direttamente agli elettori, anche qui dimostrando una forte impronta innovativa rispetto alle logiche che hanno caratterizzato la storia dei partiti”. Verdini ripercorre i momenti salienti della due-giorni di dibattiti sul nuovo modello di partito, organizzata dal Coordinamento regionale e dalla Fondazione Magna Carta e ricorda come «in tutti gli interventi dei politologi – anche di quelli di area centrosinistra - sia stato sottolineato il grande rispetto e la grande attenzione nei confronti di Fi, del suo leader e della sua classe dirigente. Per la prima volta tutti hanno parlato di Fi come di un partito, spazzando via l’immagine che spesso si è data in maniera superficiale di un movimento di plastica. Oggi il giudizio unanime descrive Fi non come un fenomeno transitorio, macome realtà politica strutturata e radicata sul territorio”. Criticità e proposte Verdini le sintetizza partendo dalle difficoltà incontrate per un partito che ha un’origine recente «nel rapporto con una realtà territoriale come quella italiana estremamente complessa e variegata.
Ottomila comuni, elezioni amministrative che prevedono meccanismi diversi a seconda del numero di abitanti. E nei comuni al di sotto dei quindicimila abitanti si vota con un meccanismo inbase al quale nelle listeno nc’è il simbolo di Fi. È uno dei punti che dovremo affrontare per potenziare il radicamento del partito sul territorio. La conseguenza di ciò che oggi accade è che gli eletti della Cdl o di liste civiche spesso sono di difficile identificazione e il rapporto con il partito non esiste come invece dovrebbe essere. Non solo: molti eletti non sono iscritti a Fi e su questo dovremo ragionare». Altro aspetto sul quale Verdini pone un interrogativo: «Se alle elezioni avessimo avuto sessantamila rappresentanti di lista nelle sessantamila sezioni elettorali italiane avremmo perso le elezioni? E se avessimo avuto sulla scheda elettorale dieci simboli tanti quanti quelli dei partiti dell’Unione avremmo vinto? Interrogativi che peraltro contengono già la risposta ma che Verdini rimanda al giudizio della platea azzurra per sottolineare che «un partito come Fi estremamente moderno e vitale può e deve supportare la leadership di Berlusconi attraverso un potenziamento della propria struttura organizzativa cominciando a istituire sedi e coordinamenti in ciascuno degli ottomila comuni italiani, impegnandosi di più nella individuazione dei rappresentanti di lista, rafforzando la comunicazione interna dal centro verso la periferia, dando maggiore vigore agli organismidi partito, individuando un luogo di discussione e di sintesi politica».

postato da: enricobalderi alle ore 15:27 | link | commenti
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giovedì, 28 giugno 2007

Congresso...e alla fine fu Borghetti

Ennesimo colpo di scena all'interno di FI, il candidato a coordinatore comunale Francesco Corsi ha ritirato la propria candidatura e col suo grupppo ha chiesto di poter leggere un documento durante la fase dibbattimentale. Sembra, ripeto sembra, che Corsi abbia commentato "Volevamo solo smuovere un pò le acque per aprire un dibattito". Enrico Balderi
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Corsi si, Corsi no...e chi lo sa?

Problemi sulla presentazioen della lista del candidato a coordinatore Francesco Corsi: sembra che non siano stati rispettati i tempi di consegna e che le firme non siano conformi al numero richiesto. Spero che prevalga il buon senso, comunque la palla ora passerà al Regionale.
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martedì, 26 giugno 2007

Benedetti un veggente?

“Voto- farsa: ora le proteste non hanno più credibilità” Duro giudizio di Benedetti di Carrara Unita “Nella mia qualità di presidente nazionale dell’Endas e candidato a sindaco per Carrara Unita- scrive Piero Benedetti- posso ora definire il risultato elettorale delle amministrative come una vera e propria farsa nella quale sono stati premiati i peggiori intenti di speculazione, i rincari del bene di prima necessità, cioè l’acqua, l’asfissia e l’inquinamento da polveri, le escavazioni selvagge delle cave di marmo, la vendita della zona retroportuale senza riconversione delle aree della Zona Industriale Apuana per il loro ricollocamento, il buco economico degli enti derivati ed altre negatività che impediscono la risurrezione di Carrara”. E’ durissimo dunque il giudizio di Piero Benedetti, rimasto evidentemente molto amareggiato da un voto inatteso e che, stante molte situazioni di disagio in città, gli aveva fatto sperare in un esito diverso. “Desidero comunque ringraziare – riprende Benedetti- quel migliaio di cittadini che hanno apprezzato e condiviso il messaggio di Carrara Unita: nei loro confronti manterrò l’impegno di solidarietà che mi ero prefisso, anche se amaramente rilevo che molta gente di Carrara, dopo avere protestato in questi anni, facendo sorgere comitati a iosa contro il potere costituito, nella realtà del voto hanno di fatto determinato un tipo di governo che sarà l’esatta fotocopia di quelli trascorsi e tanto vituperati dalle masse imprecanti”. Insomma, a parere del presidente nazionale dell’Endas, la città non ha dato seguito alle tante proteste che nel corso dei cinque anni di legislatura avevano investito l’amministrazione comunale”. Continua quindi Benedetti: “Apprendo i nominativi possibili per la futura giunta e noto che si tratta dio un riciclo dei soliti personaggi provenienti dalle segreterie dei partiti ed affini, in barba ai cittadini ed alle belle promesse di rinnovamento. Il dato è che c’è voluto un mese per avere una giunta, segno questo di un riferimento politico che determina un immobilismo totale e a pagarne le spese, è evidente, saremo ancora noi cittadini. Ma perché sta succedendo tutto questo? Saranno forse i criteri per la scelta del governo a rovinare il sonno a Zubbani? Meritocrazia o partitocrazia…questo è il dilemma! Non posso che augurare al sindaco tanta fortuna…” “Nel frattempo Carrara Unita- conclude Benedetti – continuerà la sua battaglia per la trasparenza degli atti amministrativi e perché il lavoro e il bene primario della casa siano effettivamente alla portata di tutti e costituiscano un diritto morale e costituzionale. Perché la nostra città divenga sempre migliore e più vivibile, privilegiando la qualità della vita e i reali interessi della collettività amministrata. Se è vero che buona parte dell’elettorato (poco più di un terzo) ha ritenuto che non sia necessario cambiare i padroni del vapore, perché a loro avviso tutto va bene così ed il “rancio politico- amministrativo” è ottimo ed abbondante, è altrettanto vero che la rimanente parte degli elettori (quasi due terzi) ha palesemente espresso il proprio malcontento votando contro o addirittura non andando a votare. E’ proprio per questo che Carrara Unita non chiuderà i battenti ma si attiverà per il reale bene di tutti”. La Nazione, martedì 26 giugno pag.10.
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Caffaz spara a zero contro la nuova-vecchia giunta Zubbani

DICHIARAZIONI A CALDO DI SIMONE CAFFAZ SULLA NUOVA GIUNTA. Dichiarazioni di Simone Caffaz su nomina giunta e “ Superconsulenza”. Non è partito bene il nuovo sindaco Angelo Zubbani. Positiva è la riduzione degli assessori da 10 a 8, ma se questa rimane fine a se stessa e non è supportata da un progetto complessivo di riduzione delle spese della politica,ha il significato di un populistico specchietto per le allodole. Negativa è stata l’attesa lunga ventinove giorni e mai vista nella storia post ‘94 della città, per formare la giunta (mica il consiglio di sicurezza dell’Onu): questa dimostra i rapporti complessi e conflittuali che si sono instaurati dopo il voto tra il sindaco e la sua maggioranza. Negativa è la palese continuità di nomi e di metodologie con l’ amministrazione Conti: molti assessori sono confermati rispetto alla passata giunta e nella maggioranza dei casi anche i nomi nuovi o erano consiglieri di maggioranza o sono comunque affini all’ex primo cittadino. E se si pensa che lo stesso Direttore Generale è stato confermato, si capisce che il “nuovo” è troppo uguale al “vecchio”. Infine, Giulio Andreani. Ometto di commentare politicamente il significato (tutto negativo) di questa nomina. Di questo sarà giusto occuparsene più organicamente in un secondo momento. Mi limito a una battuta. Quando Giulio Andreani era leader dell’opposizione definì un noto politico che passò da destra a sinistra “voltaggabana”. Che abbia voluto emularlo? Simone Caffaz (da www.andrealazzaripercarrara.splinder.com)
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domenica, 24 giugno 2007

Controffensiva al PD, Alemanno chiede una convention della CDL

alemanno.

Roma 24/06/2007 19:39
ALEMANNO: NECESSARIA CONVENTION CDL, RISPOSTA A SFIDA VELTRONI


Roma, 24 giu. (Apcom) - "Prima dell'estate è necessario che tutta la Cdl si ritrovi in una convention programmatica aperta, per cominciare a rilanciare il progetto politico del centrodestra". E' quanto chiede Gianni Alemanno di An. Un primo appuntamento per tornare a fissare le priorità, per aggregare nuove realtà per lanciare il dibattito nel paese - spiega Alemanno -. Una convention aperta a cui possa partecipare anche chi non è propriamente schierato con noi, ma che senta la necessità di costruire un nuovo progetto per il rilancio economico, sociale e civile per l'Italia". "Questa deve essere la nostra risposta - conclude Alemanno - alla sfida lanciata con la

Maroni replica...

Maroni: leader Cdl e' Berlusconi
"La convention proposta da Alemanno non serve a niente"
(ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Sono perfettamente d'accordo con Silvio Berlusconi: la convention della Cdl proposta da Alemanno non serve a nulla": cosi' Roberto Maroni. "Dobbiamo preoccuparci, come centrodestra - spiega il capogruppo della Lega alla Camera- di vincere le elezioni. La leadership e' fuori discussione, e' quella di Silvio Berlusconi. Non si capisce di cosa altro bisognerebbe discutere. L'arrivo di Veltroni non rappresenta certo una rivoluzione tale da giustificare cambi di rotta".

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