Il consiglio di amministrazione del 3 giugno di Alitalia esaminera’ la "corrispondenza con Intesa-Sanpaolo".
Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa che segue il Consiglio dei Ministri in cui e’ stato approvato il decreto legge che riattiva le procedure di privatizzazione della compagnia di bandiera.
"Cosa fara’ Intesa oltre alla funzione fondamentale di advisor dipende dalle scelte di Banca Intesa. Che svolga un ruolo esterno o anche di investitore dipende da Banca Intesa, a noi interessa che ci siano investitori. Il Cdm ha preso atto in una comunicazione proveniente da Alitalia con la quale informa di avere attivato contatti con Intesa-Sanpaolo. Ci informa di una corrispondenza attivata in cui si segnala da parte di Intesa la disponibilita’ a valutare soluzioni percorribili per risolvere l’attuale crisi, individuando soggetti sociali interessati a partedipare al risanamento, rilancio e sviluppo di Alitalia". Il ruolo dell’istituto di credito, ha spiegato Tremonti, "e’ quello di esperienza per la determinazione degli strumenti per svolgere una consulenza volta a ricercare una possibile soluzione e contribuire alla sua eventuale realizzazione". Tenuto conto di questa comunicazione, prosegue il ministro, "il cdm dopo avere approvato la norma sulla procedura di privatizzazione ha ritenuto di dover assumere una delibera con la quale Intesa viene individuata come soggetto che puo’ promuovere e ricercare un’offerta sul mercato da uno o piu’ soggetti che contenga la possibilita’ di privatizzazione".
Alla faccia di chi in campagna elettorale ha detto che quella di Berlusconi era una "sparata" alla caccia di voti.....e non erano in pochi.....per fortuna in pochi sono rimasti quando c'è stato da votare.
Luca Vinchesi
Spett.le Redazione
Con una nota a firma dei consiglieri comunali, dai consiglieri provinciali di Carrara e dal coordinatore comunale, coadiuvati tecnicamente dall’avvocato tributarista Marco Tognarini, Forza Italia esprime una severa critica al comportamento tenuto dalla maggioranza comunale sulla questione dei terreni demaniali antistanti gli stabilimenti balneari di Marina di Carrara (tanto per capirci quelli sui quali insistono, tra l’altro, i giardini pubblici, i parcheggi, la pineta, la piscina comunale, ecc.) i quali, come è a tutti noto, sono in procinto di essere acquistati dalla Società “Anover” capitanata da imprenditori romani e campani. “Il comportamento tenuto dalla maggioranza comunale – si legge nella nota - è sconcertante perché non trova una razionale spiegazione e le ragioni di ciò sono evidenti per i seguenti motivi.
In primo luogo, vi è stata, e vi è tuttora, una incomprensibile inerzia nel far valere diritti di cui il Comune è titolare sulle aree demaniali: risale infatti a circa tre anni fa un parere appositamente richiesto dal Comune ad uno studio legale di Firenze esperto in diritto amministrativo, in cui viene evidenziata l’esistenza di un diritto del Comune sulle aree dove Palazzo civico ha realizzato opere pubbliche e si indica nel Giudice amministrativo la via da percorrere per il riconoscimento di tale diritto. Ancora oggi sarebbe possibili chiedere l’accertamento della proprietà . E dire che quando si tratta di rimborsare alle imprese del lapideo la “Tassa marmi” che il Comune ha illegittimamente percepito, la maggioranza comunale non lesina a promuovere cause e a proseguirle per anni.
In secondo luogo, perché qualora la maggioranza comunale avesse ritenuto non percorribile giuridicamente la strada che le era stata indicata dallo studio legale fiorentino, avrebbe dovuto partecipare all’asta per l’acquisizione delle aree demaniali.
Né la maggioranza potrebbe tentare di giustificare la propria inerzia sostenendo di non disporre dei mezzi economici occorrenti per l’acquisizione delle aree (circa 9 milioni di euro), per almeno due ordini di motivi:
a) perché una simile giustificazione costituirebbe una ammissione di incapacità nell’amministrazione del gettito aggiuntivo che deriva alle casse comunali dalla tassazione delle imprese lapidee e che ammonta, è bene ricordarlo, a circa 20 milioni di euro l’anno. Ora, se – come propone da tempo Forza Italia - questo ingente flusso finanziario che deriva dalla tassazione del marmo fosse isolato da tutte le altre entrate e non affluisse nel “calderone” comunale, esso potrebbe essere utilizzato per investimenti ad alto valore aggiunto per il territorio comunale, quali quelli in infrastrutture, ma anche per l’acquisizione delle aree demaniali di Marina. Infatti, tenendo presente che la spesa per la realizzazione di un’opera imponente come la “strada dei marmi” ammonta, per il Comune, a circa 4 milioni di euro l’anno, è agevole rendersi conto di quanti ulteriori investimenti potrebbero essere realizzati nel territorio comunale con i residui 16 milioni che derivano dalla tassazione del marmo, se solo questo gettito non venisse disperso nei mille rivoli dei capitoli del bilancio comunale;
b) inoltre, l’acquisizione delle aree demaniali sarebbe stato un investimento che si sarebbe autofinanziato, perché il mutuo che il Comune avrebbe acceso per l’acquisto dell’area sarebbe stato pagato concedendo in affitto a prezzi di mercato i terreni a quei privati che già insistono, con loro strutture ricettive, su tali aree. L’acquisizione delle aree demaniali sarebbe stato un investimento comunque autofinanziato anche se gli occupanti avrebbero acquistato congiuntamente con il Comune tutta l’area.
E’ invece sotto gli occhi di tutti come la realtà sia assai diversa, e per i terreni demaniali di Marina i cittadini carraresi non possono fare altro che sperare in un atto di indulgenza da parte dei compratori delle aree demaniali (a proposito, perché la maggioranza non ha fatto nulla di concreto per sostenere l’intervento degli imprenditori carraresi ?), come ad esempio una loro rinuncia volontaria a quella parte delle aree su cui insistono strutture comunali (vedi piscina, giardini pubblici, parcheggi, campi da tennis, ecc.). Ma in questo caso sarà altresì chiaro a tutti che, di fronte al totale disinteresse manifestato dalla attuale maggioranza comunale, il merito di non avere privato i cittadini carraresi del godimento di beni pubblici sarà esclusivamente degli imprenditori che avranno comprato l’area demaniale. Il Coordinamento Comunale di Forza Italia
Sui principali media oggi si possono leggere degli estratti dell'ultimo rapporto ISTAT, presentato alla Camera.
I dati, che risalgono al 2006 e quindi non sono aggiornati con tutte le ulteriori stangate di cui sono responsabili in parte il governo Prodi e in parte l'ulteriore crescita dei prezzi internazionali delle principali materie prime, petrolio in primis, sono allarmanti.
Il 14,6% delle famiglie italiane arriva «con molta difficoltà alla fine del mese».
Il 28,4% non riesce a far fronte a una spesa imprevista di circa 600 euro.
Il 66,1% dichiara di non riuscire a mettere da parte risparmi.
La metà delle famiglie italiane arranca con fatica, con meno di 1.900 euro al mese.
Il governo Berlusconi ha fatto qualcosa, su ICI, straordinari, spalmatura dei mutui, ma sono solo primi passi. Occorre molto di più, e occorre subito, per raggiungere risultati veramente apprezzabili: meno soldi alla politica, più soldi nelle tasche delle famiglie.
Leggi una sintesi del rapporto sul sito del Corriere.
Riascolta l'appello di Sandro Bondi a fare qualcosa per gli Italiani che guadagnano 1.000 Euro al mese.
La situazione di questi tempi per una famiglia media italiana non è per niente rosea, oggi i Tg commentavano appunto questi dati e si evince facilmente che ci troviamo in un momento molto grave, è difficile dire cosa ci ha portato al punto in cui siamo, potrebbere essere colpa dell'euro o di altro ma è passato il tempo per guardarsi indietro, c'è da agire e da agire in fretta, io in 5 giorni per essere andato un paio di volte a cena fuori, ma non da Paracucchi, e aver comprato un paio di cazzate, ho speso 320€ (600.000 Lire) non si può andare avanti così, visto che i prezzi sono oramai fuori controllo mettiamo nelle tasche degli italiani più soldi, possibile che io prendo 1300 € lordi e devo avere 300€ di trattenute??? Non ci siamo!!!!! Non perdiamo altro tempo, l'Argentina non è poi così lontana.......
Luca Vinchesi
| Destra, referendum su legge Merlin |
| Santanche' ha depositato quesito in Cassazione |
(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Daniela Santanche', portavoce de La Destra, ha depositato in Cassazione un quesito referendario per abrogare la legge Merlin. Il provvedimento nel 1958 aveva portato alla messa fuori legge delle 'case chiuse'. Al piu' presto partira' la raccolta di firme. Obiettivo del referendum e' quello di avviare un 'processo di responsabilita', solidarieta' e attenzione verso le sofferenze dei piu' deboli', e potra' servire come 'base di partenza per una nuova legge sulla prostituzione'. |
Io sono favorevole all'abrogazione della legge Merlin, tanto i "bordelli", e annesse problematiche, esistono ancora.
Sono sotto i nostri occhi le ragazza di strada, gli appartamenti trasformati in case dell'amore, i finti centri-massaggi.
Sotto i nostri occhi le persone si prostituisconi sui "vialoni", nei parcheggi e sui treni.
Sotto i nostri occhi, le malattie corrono, le "botte" ci sono per tutti, la malavita regna sovrana.
Ed è anche ora di mettere una pezza in bocca alla gracidante morale religiosa che vuole sì arginare un fenomeno negativo con risvolti sociali e sanitari pesanti, ma al tempo stesso vuole insinuarsi nella vita sessuale di tutti noi.
Abolendo la legge merlin non si risolverà il problema dello sfruttamento, che, è sempre meglio ricordarlo, è un crimine, ma si potrebbe aprire una nuova discussione sul fenomeno della prostituzione che possa dare risposte concrete e al passo con i tempi.
Enrico Balderi
Il Governo è a favore della portabilità dei mutui (la possibilità di stipulare presso un’altra banca un nuovo contratto di mutuo ad estinzione del mutuo originario, senza nuova iscrizione ipotecaria, ma trasferendo la garanzia reale originaria) e farà in modo che i costi dell’operazione siano azzerati. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’accordo sui mutui. "Noi siamo a favore della portabilità dei mutui e sarà cura del Governo fare in modo che i costi siano azzerati, ossia che la portabilità sia gratuita".
Tremonti ha osservato che la possibilita’ concessa alle famiglie di rinegoziare il mutuo da tasso variabile a tasso fisso, "non e’ un miracolo, e’ un sollievo. E’ una opportunita’ in piu’ che si aggiunge alla portabilita’ del mutuo gia’ prevista.” Nell’attuazione delle nuove disposizioni sulla rinegoziazione dei mutui, ha chiarito il nostro ministro dell’Economia "saranno coinvolte le associazioni dei consumatori che saranno ’convitati’ non di pietra". L’operazione sui mutui, gia’ annunciata dall’esecutivo al Consiglio dei Ministri di Napoli "e’ nello spirito che questo tempo richiede ad un governo. Quella sui mutui non è solo una partita economica, credo sia una partita civile perche’ il provvedimento incrocia il risparmio e la casa. La materia e’ complessa, e’ stata disposta con l’Abi e oggi e’ giunta una indicazione positiva dell’Antitrust". In sostanza, le famiglie che sono strette nella "trappola" da stipendio fisso e mutuo variabile, potranno rinegoziare con la banca il mutuo trasformandolo da tasso variabile e tasso fisso con la rata fissata a quella mediamente pagata nel 2006. Al termine della durata del contratto, se i tassi saranno cresciuti, il cittadino dovra’ continuare a pagare la rata fissa per un periodo piu’ lungo. Ma se nel corso degli anni i tassi si saranno ridotti, e’ previsto il rimborso”.
La convenzione firmata da governo e Abi per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile potra’ essere applicata anche alle famiglie morose. "Attiveremo - ha sottolineato Tremonti - anche il fondo previsto dalla scorsa finanziaria per sostenere la casistica di pignoramenti e procedure esecutive. Lo stabiliremo con i consumatori".
Dopo la detassazione degli straordinari e la cancellazione dell'ICI, ecco un altra idea vincente del Governo che farà piacere ai tanti italiani in difficoltà, una nota banca ha già dato il via a questa operazione con una pubblicità in Tv, è sicuramente un provvedimento importante, un altro passo nel lungo cammino per ricucire lo strappo con i cittadini avvenuto nei due anni prodiani.
Luca Vinchesi
Suscita consenso e condivisione il comunicato dei commercianti carraresi a proposito della richiesta di un esponente politico d’oltre Foce di “dirottare” a Massa i croceristi che fanno scalo nel nostro porto perché là vi sarebbe una migliore offerta turistica e culturale.I nostri commercianti hanno dimostrato, con la loro offerta di collaborazione e il netto rifiuto ad una guerra tra poveri, di aver capito che a decidere la destinazione dei croceristi non sarà né Amorose, né Pucci, né Zubbani. E nemmeno noi di Forza Italia. Quando un porto diventa approdo turistico per le grandi navi a canalizzare i flussi è soltanto l’offerta che i territori limitrofi sanno offrire e la loro capacità non solo di organizzarla ma anche di promuoverla in modo adeguato.Il successo commerciale di una determinata zona piuttosto che di un’altra poi dipenderà solo dalla capacità di chi si assumerà quest’onere.A decidere in definitiva sarà il mercato. Il compito della politica in questo come in altri casi è solo quello di non mettere i bastoni tra le ruote agli operatori turistici e commerciali e se possibile di favorire le offerte che possono comportare maggiori ricadute sul territorio. Chi scende a Marina di Carrara sa che può andare alle Cave, agli scavi di Luni, ai castelli della Lunigiana, a Lucca, a Pisa, a Firenze. Oppure può rimanere a fare shopping a Marina o fare due passi in più e visitare il centro storico di Carrara o quello di Massa. Insomma i croceristi non hanno che l’imbarazzo della scelta e non sarà certo questo o quel politico a decidere che cosa vorranno fare. Tuttavia la politica può stimolare la crescita di una valida offerta sul territorio garantendo pulizia, arredo urbano e servizi.E’ questo che noi chiediamo ai Comuni, confidando che commercianti ed altri operatori sapranno fare la loro parte come ci sembra che il loro comunicato lasci sperare.
Il Gruppo consiliare e il Coordinamento comunale di Forza Italia - Carrara
"I sindaci che pensano di scendere in piazza per assecondare la protesta della popolazione, devono scegliere: o si dimettono oppure il governo deve attivare il meccanismo che porta allo scioglimento del Consiglio comunale con decreto del Presidente della Repubblica. Esiste una terza possibilita’: che i sindaci campani, scesi in piazza nei giorni scorsi, rinsaviscano e tornino a svolgere il loro ruolo di rappresentanti dello Stato e di pubblici ufficiali".
Lo ha affermato Osvaldo Napoli, deputato del Pdl e vicepresidente dell’Anci, che ha sottolineato: "Lo Stato non puo’ non far rispettare la legge, con tutti i mezzi che la stessa legge consente, compreso l’uso della forza pubblica il cui monopolio, in un regime democratico, appartiene allo Stato. Le discariche vanno aperte nei luoghi indicati dal governo e dal sottosegretario all’emergenza rifiuti. I cittadini che protestano lo fanno, quando sono in buona fede, per insipienza. Negli altri casi, lo fanno per conto della camorra. In entrambi i casi le autorita’ devono tirare dritto in applicazione delle leggi".
Purtroppo quello che sostenevo qualche giorno fa si è puntualmente verificato, non c'è fiducia nella politica, i cittadini sono rimasti "traumatizzati" da anni di abbandono e ora non si fidano di niente e di nessuno, poi se in mezzo a questo polverone ci aggiungiamo: chi si comporta così per motivi strettamente politici, chi è manovrato dalla camorra, chi cura solo i propri interessi, è chiaro che trovare il bandolo della matassa diventa sempre più problematico.
Luca Vinchesi
"Penso che sia necessario ripristinare nelle scuole l’ora di Educazione civica che deve essere un momento in cui i giovani riscoprano l’appartenenza allo Stato e in cui si avvii una partecipazione attiva alla comunita’ di cui facciamo parte". Lo ha affermato, intervenendo a Palermo alle iniziative organizzate dalla Fondazione Falcone nel giorno del 16/o anniversario della strage di Capaci, il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. (da forzaitalia.it)
Sono sempre stato un fautore dell'Educazione Civica, a patto che questa consenti la formazione dei cittadini del domani.
Prendere coscienza dei meccanismi democratici, del funzionamento delle amministrazioni, del come si svolgono e strutturano i Consigli eletti, delle diverse posizioni politiche, del diritto-dovere di voto, ma anche delle posizioni di chi non vota etc. sono elementi, a mio giudizio, imprescendibili dalla formazione di una futura classe di cittiadini e di governo.
Certo s epoi tutto si riduce ad imparare a memoria 10 articoli della Costituzione mi smebra più un'autocelebrazione che altro.
Forse più che Educazione Civica, Ginnastica, Artistica o Religione od altro si dovrebbe inserire l'insegnamento di Diritto.
Enrico Balderi