Anche Carrara è presente nell'archivio amministrativo dell'Opera del Duomo di Firenze.
L'istituzione fiorentina ha infatti finito di mettere on-line l'intero archivio digitale che raccoglie tutta la documentazione amministrativa dell'Opera del Duomo di Firenze, costruito nell'arco di tre secolo e consacrato nel 1436.
Nel bellissimo sito, pubblicato in queste ore, sono raccolti gli indici e i regesti di centinai di documenti consultabili anche per parole chiave.
Ecco così comparire anche la nostra Carrara e il suo marmo: i brevi sunti ci parlano di trasporti di marmo e di pagamenti del prezioso oro delle apuane.
Probabilmente alcune vicende sono già note, ma l'esempio fiorentino ci spiega come una città, e Carrara vi rientra appieno, senza un suo archivio storico sia di fatto impossibilitata a costruire una propria identità storica.
Si parla di musei, di istituti sulla città, di centri identitari ma come è possibile fare tutto questo senza un quadro completo e senza uno studio delle fonti medievali e rinascimentali? Si può vivere di solo Ottocento? Si può vivere solo di tradizione orale?
Il Popolo della Libertà si appresta a nominare la più grande classe dirigente di tutti i tempi. In poche settimane, con il solito atteggiamento da stato di guerra, i dirigenti del PdL nomineranno 100.000 dirigenti che andranno a colmare tutti i quadri finora rimasti vuoti e necessari per chiudere l'operazione "Popolo della Libertà".
Anche nella nostra provincia cominciano le prime fibrillazioni da nomina.
Così dopo Carrara, che esprimerà probabilmente tre candidati al ruolo di coordinatore comunale, la scelta spetterà, almeno in prima battuta, al coordinatore provinciale Jacopo Ferri e al vice Ezio Ronchieri.
Uno tra i tre candidati carraresi, Speziga, Tognarini e Vinazzani, probabilmente saprà il suo destino già in settimana quando Jacopo Ferri e Ezio Ronchieri decideranno quale regola seguire a livello provinciale.
Infatti, bisogna ancora decidere se compensare la componente consiliare ( a Carrara di Forza Italia, e a Massa di An)con una nomina di storia politica opposta, oppure se seguire le indicazioni dei gruppi consiliari.
Anche a Pontremoli si comincia a pensare ad un segretario "unitario". Il Consigliere Francesco Mazzoni su La Nazione di oggi ha lanciato il nome del professore Giuseppe Benelli, ex segretario particolare del Ministro Bondi e guida nella vecchia Forza Italia negli ultimi anni.
Per Carrara è utile leggere pure il pezzo di Teletoscananord (clicca qui) mi sembra un poco imbonitore rispetto al titolo e all'aria che si respira, però tra le righe è inquadrabile gran parte degli schieramenti e delle possibili mosse.
25 giu. - “Silvio veste i panni dell’Incontentabile. Invece di appuntare medaglie sul petto dei generali, all’indomani di un voto che per lui meglio non poteva andare, sfoga i malumori: ‘Sì, sì, abbiamo vinto, ma bisogna cambiare registro’.
Troppe cose non funzionano, ai suoi occhi, nel Popolo della libertà. Dove si annuncia una grande rivoluzione, quasi 100 mila nomine nell’arco delle prossime settimane, la spina dorsale del partito fondato appena tre mesi fa. Nasce la nuova ‘nomenclatura’ di centrodestra. I conti sono presto fatti. Venti coordinamenti regionali di 50 persone ciascuno. Più 130 organi provinciali e territoriali di 30 componenti a testa. Più 8 mila coordinamenti comunali, dove i membri sono una decina. Si aggiungano le varie consulte, i comitati, gli organismi collaterali. Fino ai ballottaggi di domenica, non c’era stato tempo per provvedere.
I vecchi apparati di An e Forza Italia avevano convissuto talvolta collaborando, spesso da separati in casa. Ora si procederà alla fusione, quella vera. E i primi a farne le spese saranno i vertici regionali. Berlusconi pensa di avvicendarli tutti o quasi. Basta con gli equilibrismi, un coordinatore di Forza Italia e il vice di An (o viceversa): si sceglierà in base al merito. E giudice supremo sarà il Presidente. Unici a farla franca saranno i tre coordinatori nazionali. Cioè Bondi, Verdini e La Russa. Era corsa voce che Berlusconi volesse sbarazzarsi di loro, in questa smania di facce nuove teorizzata ieri in privato perfino a proposito del Milan (‘punterò tutto sui giovani e sul risparmio, un’impostazione politica che andrebbe apprezzata’).
Del resto da giorni a Via dell’Umiltà si parla del paventato ritorno di Scajola, da ministro delle Attività produttive a coordinatore unico del partito, praticamente un castigamatti. Niente di tutto questo. Scajola rimane dov’è. Quanti vorrebbero piazzare nel governo un banchiere della statura di Passera (ammesso che voglia farsi reclutare dal Cavaliere) dovranno cercargli un’altra e magari più importante poltrona.
Il chiarimento sul partito si svolge così. Alle 13 di ieri Berlusconi riceve Scajola, ma pure Verdini, Bondi, Cicchitto, insomma il nucleo dei fedelissimi. Tiene la testa poggiata immobile sullo schienale della poltrona, causa torcicollo. Gli danno solidarietà per le note vicende, lui si lamenta dal dolore. La conversazione presto diventa uno sfogo, non è il primo e non sarà l’ultimo. Per cui fonti molto vicine al premier esortano a non prendere troppo sul serio le critiche rivolte a La Russa, non nella qualità di ministro ma di ‘triumviro’ Pdl”.
Scrive Ugo Magri nel “retroscena” sulla Stampa. “Il Cavaliere deve ancora digerire la candidatura di La Russa alle Europee. ‘Avevo detto niente ministri in lista, invece quello ha insistito’, ramazzando nel Nord-Ovest 223.427 preferenze: più o meno quante ne sono mancate a Silvio per battere il record nazionale. E poi La Russa va troppo in tivù, dove non sempre ci azzecca, ma soprattutto finisce per oscurare gli altri due coordinatori Bondi (mai così in auge agli occhi del Capo) e il faticatore Verdini. Inoltre tiene un atteggiamento contrattualistico. Pianta grane a livello locale. Ancora un mese prima delle elezioni sosteneva la candidatura di De Corato contro quella di Podestà per la Provincia di Milano, ‘non c’è da stupirsi se per poco non si perdeva...’.
E guai a dire che Berlusconi ce l’ha con An, perché ‘Gasparri e Matteoli, loro sì tengono un comportamento esemplare’. Se potesse, Berlusconi abolirebbe il Triumvirato. Ma purtroppo sta scritto nello Statuto. E perfino lui non può fare e disfare”. (clandestino web)
Ferri (PdL): "Le scelte sulle strutture locali non sono ancora fatte"
MASSA CARRARA - In merito alla dichiarazioni apparse questa mattina sulla stampa dal consigliere provinciale del PdL Cesare Micheloni, il coordinatore provinciale dello stesso partito Jacopo Ferri, afferma che le scelte dei coordinatori comunali sono “tutt’altro che definite a priori e che anzi saranno, come logico, anche frutto delle proposte e delle valutazioni degli eletti e dei dirigenti dei partiti che hanno aderito al Pdl”.
Ferri quindi ribadisce che, nei prossimi giorni, si aspetta “collaborazione da parte di tutti e non polemiche o prese di posizione che non facilitano il percorso intrapreso”. (da TTN)