Il Sindaco di Lucca Favilla chiede a Gaia più razionalità e il ritorno dei mutui alle società di orgine.
Tresana – E’ stato un dibattito vivace quello scaturito ieri pomeriggio durante la festa del PdL di Tresana (premiata pure da un notevole successo di pubblico) organizzata dal capogruppo del Popolo della Libertà Matteo Mastrini e dal consigliere regionale Jacopo Ferri.
Gli ospiti del dibattito, dal tema “I motivi della sconfitta alle amministrative e il futuro del PdL in Toscana”, erano il sindaco di Lucca Mauro Favilla, il consigliere regionale Maurizio Dinelli, l’ex sindaco di Zeri ed ex Senatore dell’IdV Egidio Pedrini e da Gianluigi Burrafato, ex sindaco di La Spezia.
Ad aprire il dibattito è stato Jacopo Ferri che ha chiesto a Favilla un suo perché del successo del PdL a Lucca nel 2006, nonostante i momenti difficili per il Centrodestra locale. “Sicuramente siamo stati aiutati dai pessimi risultati del Governo Prodi – ha dichiarato Favilla – senza tutte quelle tasse e quelle idee strampalate i cittadini, forse, non ci avrebbero nuovamente dato fiducia visto che si usciva da una spaccatura politica incredibile dentro Forza Italia. L’altra risorsa è stata quella del dialogo, quella di mettersi ad un tavolo e di parlare e di risolvere i problemi. E questa è anche la mai ricetta politica: affrontare i problemi del territorio studiando e proponendo soluzioni. Per il centrosinistra, invece, i suoi obiettivi, di solito poltronistici, sono la risposta strumentale ai problemi della città. Il caso di Gaia è uno di questi”. “All’epoca mi battei – ha dichiarato Favilla – per evitare che si creasse questo mostro. Perché partiva da presupposti di spartizioni del territorio tra i vertici del Pd locale e non da presupposti reali. Così Lucca si trova separata da altri comuni che come lei contano solo sul Serchio. Come sindaco, poi, non ho accettato il progetto di entrare in Gaia, soprattutto per i costi dell’acqua che ci avrebbero imposti e poi per la situazione economica in cui la società si sarebbe ritrovata. Fin dall’inizio era evidente lo stato di passività che avrebbe vessato Gaia. Per questo io chiedo da tempo, visto che in molti a Sinistra sollecitano l’entrata di Lucca, che si risolvano alcune questioni. La prima è legata alla ristrutturazione dell’azienda che ad ora conta tre amministratori delegati che non han ragione d’essere, la seconda è legata al risanamento. I comuni che hanno girato i debiti in Gaia, tramite le loro vecchie municipalizzate, devono riaccollarseli. Non esiste che io debba pagare i debiti di altre amministrazioni. Va bene il principio solidaristico dell’acqua, ma quello dei debiti, no”.
Sulla stessa linea Egidio Pedrini che come sindaco di Zeri uscì da Gaia per difendere l’integrità economica dei suoi concittadini di fronte a tariffe esorbitanti. “I miei guai politici – ha dichiarato Pedrini – sono nati con Gaia. Dopo la mia scelta di uscirvi nel comune di Zeri l’Asl ha fatto non so quanti accertamenti sulla stato delle acque, cosa mai fatta fino allora. Come senatore avevo cominciato ad interessarmi di questo argomento e, ritenendo l’acqua un diritto inalienabile, avevo deciso di combattere questi strani soggetti gli ATO e i gestori unici su base pubblica. Ora che non sono più sindaco, so che la maggioranza di Centrosinistra di Zeri sta rivalutando l’idea di rientrare in Gaia pensando più alle poltrone che non agli interessi zeraschi. Lo stesso dicasi delle comunità montane: di fronte a 15 milioni di euro risorse, 10 servono per la gestione. E' un paradosso. Che diano anzi un milione di euro a Comune, così si che si aiuterebbe la Montagna”.
“La vicenda di gaia è emblematica – ha esordito Dinelli – del sistema clientelare toscano dove il Pd crea enti che servono a sistemare clientele numerosissime. Si sono creati 6 ATO, in 5, dove la maggioranza è di sinistra, è entrata l’Acea, la società delle acque di Roma, sotto controllo del sindaco, come socio privato. Questo perché si credeva che la Roma dei Rutelli e dei Veltroni fosse inespugnabile, l’unico ATO dove questo non è successo è quello dove la maggioranza non era di sinistra e si temeva dunque di perdere il controllo del giocattolo. Oltre a Gaia ci sono altri esempi di strutture clientelari e di pessima amministrazione: le società della salute oppure le future società dei rifiuti. Tutto nasce per mettere a sedere più persone possibili”.
Per tornare al futuro del partito devo dire che io credo in un sistema aperto che includa e Non escluda nessuno. Un sistema basato sul dialogo e non sulle forze contrapposte. Se seguiamo l’esempio dell’apertura e uniamo questa unità ad una struttura forte, che passi dal consiglio comunale cittadino, attraverso il consigliere regionale e arrivo fino rappresentante del territorio in parlamento allora diveniamo credibili e radicati”.
Gianluigi Burrafato, ex sindaco del Psi, ha raccontato per sommi capi la vicenda di ACAM , la municipalizzata spezzina con 340 milioni di euro di debiti finita nell’occhio del ciclone, annunciando a breve un esposto. “La vicenda di ACAM è peggiore di quella dell’Alitalia, è uno scandalo incredibile che vede gli stessi leader del Pd invischiati con questo famelico mostro mangia soldi; e che rischia di gettare nel fango l’intera dirigenza Democratica. SI è cercato di piazzare l’Acam con tutti dall’Acea, ma ora Alemanno non la vuole più, fino a Bologna o all’Emilia dove è sorto l’ostacolo di Consob. La via del commissariamento è sempre più vicina. Evidentemente la maledizione di Hammamet non lascerà scampo”.